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IMPORTANTE COMUNICAZIONE PER LA CLIENTELA

Migrazione dei bonifici e RID nazionali ai corrispondenti strumenti SEPA

L´area unica dei pagamenti in euro (Single Euro Payments Area, SEPA) é il progetto di integrazione dei servizi di pagamento in euro forniti con strumenti alternativi al contante e rappresenta un obiettivo essenziale nel processo di integrazione del mercato unico europeo. Con la sua realizzazione il legislatore europeo mira a promuovere l´offerta di servizi di pagamento efficienti, sicuri e a prezzi concorrenziali con vantaggi per tutti gli attori coinvolti nella catena del pagamento: i fruitori (cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni) e i fornitori (banche, poste, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica).
Il 31 marzo 2012 é entrato in vigore il Regolamento UE n. 260/2012 che fissa i requisiti tecnici e commerciali per l´esecuzione dei bonifici e degli addebiti diretti conformi alla SEPA e stabilisce termini puntuali per l´adozione degli standard paneuropei nei pagamenti nazionali e transfrontalieri.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 22 febbraio 2013, é stato pubblicato il Provvedimento della Banca d´Italia, del 12 febbraio 2013, recante le istruzioni applicative del Regolamento UE sopra citato. Con tale Provvedimento la Banca d´Italia ha voluto fornire le indicazioni necessarie per una corretta e tempestiva applicazione del Regolamento Comunitario, tenendo conto, oltre che delle relative prescrizioni, dell´esigenza di facilitare la fluida migrazione agli standard conformi alla SEPA.
In particolare, dal 1º febbraio 2014 tutti i bonifici e gli addebiti diretti dovranno essere eseguiti con gli strumenti europei, denominati rispettivamente Sepa Credit Transfer (SCT) e Sepa Direct Debit (SDD), e quindi gli attuali strumenti di bonifico e RID nazionali non saranno piú utilizzabili. Fanno eccezione i RID finanziari e i RID a importo fisso che saranno adeguati ai requisiti conformi alla SEPA dall´1 febbraio 2016.
Riportiamo di seguito le principali novitá alle quali il Cliente dovrá prestare attenzione nella fase di migrazione da uno strumento all´altro.

Le caratteristiche del Sepa Credit Transfer (SCT)
Il bonifico SEPA, basato sullo schema paneuropeo e denominato SEPA Credit Transfer (o SCT), é uno strumento di pagamento in euro.
L´esecuzione di un bonifico SEPA viene garantito nel tempo massimo di un giorno lavorativo successivo al conferimento dell´ordine, indipendentemente dal paese di destinazione (area SEPA) del pagamento. Lo schema del bonifico SEPA non prevede la possibilitá di effettuare pagamenti gestendo la data di valuta, l´importo viene accreditato interamente senza detrazioni, non ci sono limiti d´importo ed il conto del beneficiario viene identificato dal codice IBAN.
Il SEPA Credit Transfer grazie alle sue caratteristiche, consente pagamenti in euro piú rapidi e piú semplici, aumentando significativamente per le imprese anche l´efficienza della gestione operativa grazie al superamento della distinzione tra pagamenti domestici e transfrontalieri.


Da Bonifici Italia a Sepa Credit Transfer: principali novitá
La principale modifica consiste nel fatto che, per la corretta esecuzione delle operazioni disposte dal Cliente, il codice IBAN sará sufficiente ad identificare il conto del beneficiario e, conseguentemente, viene meno la necessitá di fornire il codice BIC. Le banche deriveranno il codice BIC dal codice IBAN del beneficiario.
I clienti che usano il Corporate Banking Interbancario (CBI) per l´invio dei flussi dispositivi, al fine di essere pienamente aderenti alle disposizioni, dovranno utilizzare i nuovi tracciati XML e non piú i vecchi. Il passaggio ai nuovi tracciati deve essere completato entro il giorno 1º febbraio 2016. Sino a tale data le banche potranno fornire un servizio di conversione dai vecchi ai nuovi tracciati.Le commissioni applicate sono le stesse dei bonifici Italia.Il beneficiario di bonifici SCT non ha alcun impatto operativo.


Le caratteristiche del Sepa Direct Debit (SDD)
L´addebito diretto SEPA é uno strumento di addebito diretto in euro basato sullo schema paneuropeo denominato SEPA Direct Debit o SDD. Lo strumento si divide in due tipologie a seconda che ammetta o meno la possibilitá di rimborso:

  • SDD Core quando rimborsabile
  • SDD Business to Business (B2B) quando non rimborsabile

La seconda tipologia é utilizzabile solamente dalle imprese e dalle microimprese. Per entrambe le tipologie é ammessa la richiesta di rimborso entro 13 mesi nel caso di operazioni non autorizzate. La scelta di migrare ad uno specifico schema di addebito diretto, sopra riportato, compete al beneficiario.


Da RID a Sepa Direct Debit: principali novitá per il creditore
Lo strumento SDD presenta delle caratteristiche tecniche che in alcune parti sono assenti nel RID nazionale. Questo comporta che, pur essendo messo a disposizione un servizio di conversione dai vecchi tracciati, é necessario modificare i flussi di dialogo con la Banca al fine di fornire le informazioni mancanti. Questa soluzione ha un impatto significativo nel software del creditore ma potrebbe essere una soluzione temporanea implementabile in tempi piú brevi che non passare direttamente alla produzione del file XML. Il tracciato XML sará comunque obbligatorio dal giorno 1 febbraio 2016.

I principali interventi che il creditore dovrebbe affrontare per una completa e corretta migrazione sono i seguenti:
  • recupero delle coordinate IBAN e flag di classificazione della clientela (consumatore, non consumatore, azienda) per la quale ha giá attiva la domiciliazione RID. A questo scopo é stata predisposta una specifica causale di Allineamento Elettronico Archivi con la quale il creditore puó richiedere automaticamente alle banche domiciliatarie i dati aggiornati e completi;
  • adeguamento del software alle caratteristiche del SDD;
  • i mandati mantengono validitá purché venga data comunicazione al debitore entro i termini previsti;
  • avviso ai propri debitori, almeno 30 giorni prima dell´attivazione del servizio, del passaggio al SDD e comunque entro il 31/12/2013;
  • predisposizione del primo flusso che comunica alle banche la migrazione del vecchio contratto RID al corrispondente nuovo mandato SDD;
  • predisposizione dei flussi in formato XML;
  • i Mandati e successive modificazioni, con i quali il debitore autorizza il creditore ad addebitare il proprio conto, devono essere conservati da quest´ultimo.


A metá del 2013 é stato avviato il servizio aggiuntivo SEDA che consente di svolgere funzioni equivalenti a quelle dell´Allineamento Elettronico Archivi e, quindi, di far raccogliere anche alle Banche le autorizzazioni agli addebiti, nonché di scambiarsi elettronicamente eventuali modifiche successive. Il servizio sará ad adesione facoltativa e inizialmente raggiungerá solo le banche italiane pur essendo disponibile all´intera comunitá SEPA.

Le commissioni applicate non prevedono alcuna variazione rispetto a quanto ora applicato per i RID. I RID finanziari e ad importo fisso vanno migrati entro il giorno 01/02/2016. Le RiBa, i MAV, RAV e Bollettino Bancario Freccia non sono attualmente soggetti all´obbligo di migrazione.


Da RID a Sepa Direct Debit: principali novitá per il debitore
Il pagatore/debitore - ammesso che l´azienda creditrice attui i previsti interventi a suo carico - non ha impatti rilevanti e riceverá dalla stessa, almeno 30 giorni prima del cambio, la comunicazione della nuova modalitá di addebito e del tipo (Core o B2B) individuato.

I principali effetti sul pagatore/debitore sono:

  • il debitore ha la possibilitá di richiedere l´apposizione di blocchi per prevenire addebiti indesiderati a livello di creditore, mandato, incasso o totale;
  • i mandati mantengono validitá purché venga data comunicazione al debitore entro i termini previsti;
  • il codice IBAN del debitore diventa fondamentale per cui il debitore dovrá farsi carico di informare il creditore ad ogni variazione dello stesso;
  • se il debitore é una impresa e passa allo schema B2B, i termini di storno delle disposizioni saranno piú restrittivi poiché dopo l´addebito non sará piú possibile procedere allo storno.

Le commissioni applicate non prevedono alcuna variazione rispetto a quanto ora applicato per i RID.

Argomenti correlati:
Regolamento (UE) 260/2012 del 14 marzo 2012 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Provvedimento di Banca d´Italia con le misure attuative.