De Chirico
Oreste e Pilade

Oreste e Pilade

"Oreste e Pilade è un omaggio al tema dell’amicizia, rappresentata dai due mitici personaggi che furono inseparabili anche nell’impresa disperata di Oreste. I soggetti, raffigurati abbracciati, sono manichini dalle teste ad uovo e con il ventre ricoperto da edifici antichi, come un fardello di luoghi visti e condivisi."

Nota anche come “Gli archeologi” o “Amici antichi”, è un bronzo alto 28 cm, realizzato con una fusione su un modello in terracotta, eseguito da de Chirico nel 1940. La fusione avvenne nel 1965 a New York, ed era la prima volta che l’artista si cimentava nella produzione di bronzi tratti da un medesimo calco, fatto che successivamente gli sarà abituale. L’idea della fusione si lega alla storia del mecenate Carlo Bilotti, che gliela suggerì incontrandolo a Roma. L’avvicinamento di de Chirico alla scultura, infatti, avvenne relativamente tardi, durante gli anni della seconda guerra mondiale, quando, più che cinquantenne, era ospite a Firenze dall’antiquario Luigi Bellini. Il maestro scrisse allora (1940) anche un importante testo sull’arte plastica ed espose i primi risultati della sua ricerca presso la Galleria Barbaroux di Milano. Molte di queste sculture sono ispirate ai soggetti pittorici più noti, come archeologi, cavalli e cavalieri.

[dal sito della GAM]

LA MOSTRA la "Metafisica continua" alla GAM di Palermo

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Informazioni utili

La statua sarà in esposizione permanente all'interno della
Filiale 1 della Banca Popolare Sant'Angelo
Palazzo Petyx via E. Albanese 94, Palermo
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nei seguenti orari di apertura:dal lunedì al venerdì
dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 14,45 alle 15,45

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